Chi siamo

“Comitato per il Rispetto dei Diritti dei Neonati” (CoRDiN)

Iniziativa di cittadini per la promozione del benessere, della salute e della dignità dei neonati

PREMESSA

Chi siamo: un gruppo di cittadini composto da genitori, professionisti giuridici e sanitari che hanno sentito la necessità etica di attivarsi su base volontaria e gratuita per promuovere il rispetto dei diritti delle madri e dei neonati nell’evento nascita.

Cosa è la nascita: dal punto di vista fisiologico un parto viene considerato completato quando sia il neonato sia la sua placenta escono dalla madre. Il bambino e la sua placenta formano un’unità funzionale in cui la placenta svolge un ruolo cruciale per la salute del bambino sia dentro l’utero che dopo la nascita. Nei tempi che seguono l’uscita del neonato dal canale del parto avviene la trasfusione placentare che apporta al neonato un terzo del suo sangue. Questo sangue è ricco di ossigeno, cellule staminali e altre componenti di cui il bambino ha bisogno nell’immediato e per la salute e benessere futuri. Il sangue contenuto nel cordone appartiene biologicamente al bambino, in quanto unità neonato-placenta, che ha il diritto a riceverlo tramite la trasfusione placentare. La pratica del taglio del cordone è un intervento medico che interferisce sullo svolgimento della nascita, pertanto va valutata con cautela anche qualora avvenga a scopo di donazione. La placenta è un organo che appartiene sia al bambino sia alla madre, la quale ha il diritto di decidere come disporre di essa.

Perché vogliamo promuovere la tutela dei diritti del neonato: riteniamo che il neonato sia titolare dei diritti fondamentali come ogni altra persona umana. Il neonato ha diritto alla salute, all’integrità fisica, alla dignità. Dopo la nascita, il neonato ha un legame biologico fondamentale con la madre che fornisce nutrimento fisico e psichico, indispensabile per raggiungere un elevato livello di salute. Noi affermiamo che esiste un ulteriore diritto che appartiene al neonato – vedere riconosciuta e tutelata l’unità madre-bambino. Compromettere o non sostenere tale unità significa privare un neonato di un patrimonio di salute e benessere che gli spetta di diritto.

Cosa significa unità madre-bambino: si tratta di un concetto, accolto nei contesti internazionali, che considera la madre e il bambino strettamente legati anche dopo la nascita. Il termine usato dagli studiosi è “esogestazione”, per significare come il legame prosegua anche dopo il parto. Si tratta di un legame che si forma nell’utero e continua nell’evento del parto e dell’allattamento. L’unità madre-bambino funziona per il beneficio di entrambi e non è in conflitto. Essa va tutelata.

OBIETTIVI

Il Comitato per il Rispetto dei Diritti dei Neonati si prefigge i seguenti obiettivi:

  • Promuovere e difendere il diritto dei neonati alla piena salute e al benessere, all’integrità fisica e alla dignità, soprattutto all’interno delle strutture sanitarie pubbliche e private
  • Sostenere il diritto della madre alla partecipazione attiva e il diritto allascelta libera e informata dei genitori riguardante le modalità di assistenza all’unità madre-bambino e all’unità neonato-placenta
  • Difendere il diritto dei genitori al consenso pienamente e correttamente informato nella donazione del sangue neonatale presso le banche del “sangue cordonale” pubbliche e private

Il Comitato ha come obiettivo principale la diffusione di informazioni sui benefici della nascita rispettosa sia per il bambino che per la madre in funzione della salvaguardia della salute e benessere dei neonati, riconoscendo sia alla madre che al nascituro le proprie competenze.
Il Comitato desidera promuovere la scelta libera e informata dei genitori nell’assistenza che desiderano ricevere nella maternità e nascita, nell’ottica dell’umanizzazione delle cure e di un’effettiva alleanza con il personale sanitario. Il ruolo attivo della madre nel parto è fondamentale per il pieno svolgimento della nascita e va riconosciuto come diritto fondamentale, anche in funzione della tutela del nascituro.

Il Comitato difende il diritto dei genitori al consenso pienamente e correttamente informato nella pratica della donazione del cosiddetto “sangue cordonale”. Si tratta di sangue che appartiene al bambino, di cui il neonato ha bisogno nel momento della nascita e che non va considerato come un rifiuto oppure risorsa comune. Di conseguenza, il Comitato per il Rispetto dei Diritti dei Neonati propone di chiamarlo “sangue neonatale”.

AZIONI

Il Comitato intende svolgere le seguenti azioni:

  • Diffondere informazioni sui diritti fondamentali dei neonati presso il pubblico, le associazioni, le istituzioni e i fornitori dell’assistenza alla maternità
  • Divulgare le migliori prassi, le evidenze scientifiche e le raccomandazioni di organismi e nazionali e internazionali sull’assistenza alla nascita
  • Formare sui temi della nascita e dei diritti
  • Organizzare eventi sui temi attinenti all’iniziativa
  • Promuovere il dialogo con le istituzioni sui diritti fondamentali dei neonati

 

Roma-Milano, 18 febbraio 2015

Comitato per il Rispetto dei Diritti dei Neonati (CoRDiN)
comitato.cordin@gmail.com

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